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| Appunti di viaggio
Mi è sembrato, leggendo queste note di viaggio, di trovarmi in una immensa
pinacoteca, dove, accanto a quadri idilliaci, si trovano quadri di immenso
realismo, che scuotono lo spettatore da quell’ abituale torpore, cui ci ha
abituato il nostro mondo occidentale.
Oggigiorno è difficile lasciarsi commuovere. Perché quando “le nostre lacrime
non ci turbano più, anche quelle degli altri ci lasciano indifferenti.”
Ma c’è qualcosa in più in queste pagine, vergate in uno stile secco e senza
orpelli. C’è, mi sembra, il tentativo di scoprire e di avvicinarsi a dei mondi
lontani, nell’ intento di condurre il lettore ad apprezzare culture di cui,
spesso, ignora l’ esistenza.
Istantanee di rara efficacia e bellezza. Spesso, accade che chi è abituato a
viaggiare non ha né il tempo la voglia di fermarsi a riflettere.
Queste righe ci obbligano a spingerci oltre i nostri “poveri” orizzonti e a
scoprire in altri mondi una qualità di vita forse più povera materialmente, ma
certamente molto ricca spiritualmente.
Leggiamo spesso sui quotidiani righe di giornalisti che pontificano e berciano
le loro sentenze su fatti, realtà e persone che neppure conoscono. Lo scrittore,
qui, ha invece vissuto la realtà che descrive con acume e compartecipazione.
Queste pagine offrono la possibilità di scrivere lungamente, ma è giusto che il
lettore attento scopra, lui stesso, l’ intensità di questi telegrafici messaggi.
È questa un’ occasione stupenda per “conoscere, osservare, capire e riflettere”
sulla vita, una vita diversa dalle nostre.
Angelo Sesana
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La nostra mente ama lavorare per simboli diceva
Jung.
Lo stupore e la curiosità; due temi che mi sono molto cari.
Il viaggio non è solo uno spostamento fisico, ma un moto interiore.
Un immenso contenitore di simboli e di emozioni.
L’ azione ed il movimento ci trasportano nel “qui ed ora”. Il pensiero si
arresta, i sensi ci conducono e ci accompagnano. La casualità, la meraviglia, la
paura, diventano opportunità, strumenti di conoscenza dell’ animo nella sua
universalità, e ben rappresentano il percorso della vita stessa.
“La luna lo fa reagire come una donna” scrive Hemingway del mare.
“Quel dolce dondolio del capo” scrive Pasolini della gestualità dell’ India.
“Amico, la vita è una questione di suerte” dice sorridendo Paco, di Costa Rica.
Saper camminare per le strade stupirsi per quello che è nuovo,
sconosciuto e diverso è sentirsi presente al mondo. Con meraviglia.
L’orizzonte così si allarga e cede il passo alla benevolenza. Un modo diverso di
viaggiare, di sentire e di comunicare con lo sconosciuto. Il tempo si dilata, la
fretta scompare.
I sensi ci conducono affettuosamente e tutto diventa familiare.
Un lungo viaggio, un qualsiasi viaggio, comincia sempre con un
solo, unico passo
Maurizio Paoli |
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